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DECRETO LIQUIDITA'

A seguito del protrarsi dell'emergenza COVID-19 recentemente il Legislatore ha emanato nuove disposizioni urgenti finalizzate all'accesso al credito per le imprese, alla sospensione dei versamenti fiscali / previdenziali / assicurativi, nonché altri interventi di aiuto per fronteggiare la situazione di crisi.

In particolare le nuove misure adottate riguardano:

  • la continuità aziendale per la valutazione delle voci del bilancio chiuso al 31.12.2020;
  • la "tolleranza" di una riduzione del 20% per gli acconti IRPEF / IRES / IRAP 2020;
  • la validità fino al 30.6.2020 dei c.d. "DURF" emessi entro il 29.2.2020;
  • la semplificazione del versamento dell'imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche;
  • l'estensione del credito d'imposta "sanificazione";
  • l'introduzione di nuove condizioni per poter beneficiare dell'indennità di € 600 da parte dei professionisti iscritti a casse previdenziali private.

Garanzia SACE su nuovi finanziamenti contratti fino al 31/12/2020 (Art. 1)

È disposta, al fine di assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia colpite dall'emergenza COVID-19, la concessione da parte di SACE spa, fino al 31.12.2020, di garanzie a favore di banche / istituzioni finanziarie nazionali e internazionali / altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma alle suddette imprese.

Tra i beneficiari di tale previsione sono ricompresi "i lavoratori autonomi e i liberi professionisti titolari di partita IVA".

In particolare le garanzie in esame sono rilasciate nel rispetto delle seguenti condizioni.

a)

La garanzia è rilasciata entro il 31.12.2020, per finanziamenti di durata non superiore a 6 anni, con la facoltà per le imprese di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 24 mesi.

b)

L'impresa beneficiaria:

  • al 31.12.2019 non doveva rientrare nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi dei Regolamenti UE n. 651/2014, 702/2014 e 1388/2014;
  • al 29.2.2020 non "risultava presente tra le esposizioni deteriorate presso il sistema bancario, come definite ai sensi della normativa europea".

c)

L'importo del prestito assistito da garanzia non deve essere superiore al maggiore tra i seguenti elementi:

  • 25% del fatturato 2019, come risultante dal bilancio / dichiarazione fiscale;
  • il doppio dei costi del personale 2019, come risultanti dal bilancio ovvero da dati certificati se l'impresa non ha approvato il bilancio.

    Per le imprese che hanno iniziato l'attività a decorrere dall'1.1.2019 va fatto riferimento ai costi del personale attesi per i primi 2 anni di attività, come documentato e attestato dal rappresentante legale.

Per la verifica del limite di importo garantito:

  • va fatto riferimento al valore del fatturato in Italia e dei costi del personale sostenuti in Italia da parte dell'impresa o su base consolidata se l'impresa appartiene ad un gruppo;
  • nel caso in cui la stessa impresa sia beneficiaria di più finanziamenti assistiti dalla garanzia in esame / altra garanzia pubblica, i relativi importi vanno cumulati.

    Se la stessa impresa / stesso gruppo sono beneficiari di più finanziamenti assistiti dalla garanzia in esame gli importi di detti finanziamenti si cumulano.

d)

La garanzia, in concorso paritetico e proporzionale tra garante e garantito nelle perdite per mancato rimborso del finanziamento, copre il:

  • 90% dell'importo del finanziamento per imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a € 1,5 miliardi;
  • 80% dell'importo del finanziamento per imprese con valore del fatturato tra € 1,5 miliardi e € 5 miliardi o con più di 5.000 dipendenti in Italia;
  • 70% per le imprese con valore del fatturato superiore a € 5 miliardi.

Va inoltre evidenziato che:

  • se l'impresa beneficiaria è parte di un gruppo per l'individuazione della percentuale di garanzia va fatto riferimento al valore consolidato del fatturato e dei costi del personale del gruppo;
  • in caso di ammortamento progressivo del finanziamento le suddette percentuali si applicano sull'importo residuo dovuto.

e)

Le commissioni annuali dovute dalle imprese per il rilascio della garanzia sono così quantificate:

  • per i finanziamenti di piccole e medie imprese sono corrisposti, in rapporto all'importo garantito, 25 punti base durante il primo anno, 50 punti base durante il secondo e terzo anno, 100 punti base durante il quarto, quinto e sesto anno;
  • per i finanziamenti di imprese diverse dalle piccole e medie imprese sono corrisposti, in rapporto all'importo garantito, 50 punti base durante il primo anno, 100 punti base durante il secondo e terzo anno, 200 punti base durante il quarto, quinto e sesto anno.

f)

La garanzia è a prima richiesta, esplicita, irrevocabile, e conforme ai requisiti previsti dalla normativa di vigilanza prudenziale per la migliore mitigazione del rischio.

g)

La garanzia copre nuovi finanziamenti concessi all'impresa dal 10.4.2020, per capitale, interessi ed oneri accessori fino all'importo massimo garantito.

h)

Le commissioni devono essere limitate al recupero dei costi e il costo dei finanziamenti coperti dalla garanzia deve essere inferiore al costo che sarebbe stato richiesto dal soggetto / dai soggetti eroganti per operazioni con le stesse caratteristiche ma prive della garanzia come documentato e attestato dal rappresentante legale dei suddetti soggetti eroganti.

i)

L'impresa beneficiaria della garanzia / ogni altra impresa dello stesso gruppo deve impegnarsi a non approvare la distribuzione di dividendi / riacquisto di azioni nel corso del 2020.

l)

L'impresa beneficiaria della garanzia assume l'impegno a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

m)

Il soggetto finanziatore deve dimostrare che ad esito del rilascio del finanziamento coperto da garanzia le esposizioni nei confronti del soggetto finanziato siano superiori a quelle detenute al 9.4.2020, corretto per le riduzioni delle esposizioni intervenute tra le due date in conseguenza del regolamento contrattuale stabilito tra le parti entro il 9.4.2020.

n)

Il finanziamento coperto dalla garanzia deve essere destinato a sostenere costi del personale / investimenti / capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali localizzati in Italia, come documentato e attestato dal rappresentante legale dell'impresa beneficiaria.

RILASCIO DELLA GARANZIA

Per il rilascio delle garanzie che coprono finanziamenti in favore di imprese:

  • con meno di 5000 dipendenti in Italia;
  • con valore del fatturato inferiore a € 1,5 miliardi;

è applicabile la seguente procedura:

  • l'impresa interessata all'erogazione del finanziamento presenta ad un soggetto finanziatore, la domanda di finanziamento garantito dallo Stato;
  • in caso di esito positivo della delibera di erogazione del finanziamento, i soggetti finanziatori trasmettono la richiesta di emissione della garanzia a SACE spa che processa la richiesta, verificando l'esito positivo del processo deliberativo del soggetto finanziatore ed emettendo un codice unico identificativo del finanziamento e della garanzia;
  • il soggetto finanziatore procede al rilascio del finanziamento assistito dalla garanzia concessa dalla SACE spa.

Per le imprese con dipendenti pari o superiori a 5.000 o fatturato pari o superiore a € 1,5 miliardi il rilascio della garanzia e del corrispondente codice unico è subordinato altresì alla decisione assunta dal MEF, sentito il MISE adottata sulla base dell'istruttoria trasmessa da SACE spa.

EFFICACIA DELLE DISPOSIZIONI

L'efficacia delle suddette disposizioni è subordinata all'approvazione della Commissione UE.

Va evidenziato che è demandata al MEF l'individuazione di ulteriori modalità attuative / operative delle disposizioni in esame.

Differimento dell’entrata in vigore del “Codice della crisi d’impresa” (Art. 5)

L’entrata in vigore del Codice della Crisi d’impresa viene differito al 01/09/2021 inizialmente previsto per il 15/08/2020.

Deroghe alla disciplina delle perdite d’impresa (Art. 6)

Nelle società di capitali, le perdite d’impresa maturate e rilevate nel bilancio che verrà chiuso al 31/12/2020 non rileverà ai fini delle previsioni di “allerta” (perdita di un terzo o oltre il terzo del patrimonio) di cui al Codice Civile; parimenti non si applicheranno le previsioni civilistiche in merito di “scioglimento automatico” della società per le perdite maturate nel medesimo periodo.

Principi di redazione del bilancio (Art.7)

È disposto che nella redazione del bilancio in corso al 31.12.2020, è possibile valutare le voci secondo la prospettiva della continuazione dell'attività ex art. 2423-bis, comma 1, n. 1, C.c., se tale prospettiva sussisteva nell'ultimo bilancio di esercizio chiuso prima del 23.2.2020.

Il criterio di valutazione è illustrato nella Nota informativa anche tramite il richiamo delle risultanze del bilancio precedente.

Resta ferma la previsione di cui all'art. 106, DL n. 18/2020 in base alla quale, in deroga alle disposizioni civilistiche o alle diverse previsioni statutarie, l'assemblea ordinaria di approvazione del bilancio dell'esercizio chiuso al 31.12.2019 è convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (rispetto agli ordinari 120 giorni).

Finanziamenti dei soci (Art. 8)

I finanziamenti dei soci effettuati entro il 31/12/2020 non saranno sottoposti al regime della postergazione; ovvero potranno essere restituiti ai soci senza l’applicazione delle regole di cui all’art. 2467 del Codice Civile. Il provvedimento mira a favorire il finanziamento delle società in questo tempo di crisi generalizzata, senza far rischiare ai soci la mancata restituzione dell’eventuale apporto finanziario.

Intervento del Fondo centrale di Garanzia (Art. 13)

Una volta ottenuta l’autorizzazione dell’UE in merito, il decreto prevede per le piccole e medie imprese (anche gestite da enti non commerciali o religiosi):

- la garanzia al 100% dello Stato per le richieste di finanziamento fino a 25.000,00 euro (o nei limiti del 25% del fatturato per i soggetti con ricavi o compensi inferiori a 100.000,00 euro) e la disapplicazione della valutazione del merito creditizio; ciò comporta il sostanziale automatismo nella concessione del finanziamento, purché il richiedente non sia soggetto con crediti ”deteriorati”

- per le richieste di finanziamento tra 25.000,00 e 800.000,00 euro, da parte di beneficiari con ricavi di 3.200.000,00 euro, la garanzia fino al 100% ottenuta sommando alla garanzia statale (al 90%) quella concessa dai Confidi o da altri soggetti abilitati al rilascio di garanzie che però prevede valutazione del merito creditizio.

Sospensione dei versamenti tributari e contributivi (Art. 18)

Per gli esercenti attività d’impresa, arte o professione (quindi anche gli enti non commerciali titolari di partita IVA) con ricavi e compensi non superiori a 50 milioni di euro, che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 (in paragone a marzo 2019) e nel mese di aprile (in paragone ad aprile 2019), sono sospesi per i mesi aprile e maggio, rispettivamente, i versamenti in autoliquidazione delle ritenute alla fonte e dell’IVA, i versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria (INAIL)

I versamenti di cui sopra sono anche sospesi per gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale NON in regime d’impresa (senza partita IVA).

I versamenti sospesi sono effettuati in una unica soluzione, senza interessi, entro il 30/06/2020 oppure fino ad un massimo di cinque rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno 2020

Acconti da modello REDDITI 2020 (Art. 20)

Gli acconti per l’anno 2020 calcolato con il metodo previsionale non verranno sanzionati qualora il versamento che verrà effettuato a giugno e novembre sia non inferiore al 80% dell’imposta dovuta per l’anno 2020.

Sospensione termini agevolazioni “prima casa” (Art. 24)

È prevista la sospensione per il periodo 23.2 - 31.12.2020 della decorrenza dei termini di cui alla Nota II-bis dell'art. 1, Tariffa allegata al DPR n. 131/86 collegati con le agevolazioni "prima casa", ossia:

  • 18 mesi (a decorrere dall'acquisto dell'immobile) entro i quali l'acquirente della "prima casa" deve trasferire la propria residenza nel Comune di ubicazione dell'immobile acquistato;
  • 1 anno (a decorrere dalla cessione dell'immobile) entro cui il contribuente, che ha ceduto la propria "prima casa" acquistata con le agevolazioni in esame, deve acquistare un altro immobile da destinare ad abitazione principale, per non decadere dalle stesse (in caso di cessioni avvenute entro 5 anni dall'acquisto);
  • 1 anno (a decorrere dall'acquisto della nuova "prima casa" con le relative agevolazioni) entro cui il contribuente deve cedere l'abitazione già posseduta, per non decadere dalle predette agevolazioni.

Credito d’imposta per dispositivi di protezione (Art. 30)

L'art. 64, DL n. 18/2020, c.d. "Decreto Cura Italia", ha previsto,per il 2020, il riconoscimento di uno specifico credito d'imposta,a favore delle imprese / lavoratori autonomi,pari al 50% delle spese sostenute e documentate(fino ad unmassimo di € 20.000) per la sanificazione degli ambienti / strumenti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio dal virus COVID-19.

Ora, il Decreto in esame estende la predetta agevolazione alle seguenti tipologie di spese:

  • acquisto di dispositivi di protezione individuale (ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 /Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari);
  • acquisto / installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall'esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (ad esempio, barriere e pannelli protettivi).

Indennità professionisti con casse private (Art. 34) 

L'art. 44 del citato DL n. 18/2020, ha istituito un apposito "Fondo per il reddito di ultima istanza" per il riconoscimento di un'indennità ai lavoratori dipendenti / autonomi che, a causa dell'emergenza "coronavirus", hanno cessato / ridotto / sospeso la loro attività / rapporto di lavoro, demandando a specifici Decreti l'individuazione dei criteri di priorità / modalità di attribuzione delle indennità, nonché del beneficio da destinare "a sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria" di cui al D.Lgs. n. 509/94 (CNPADC, Inarcassa, CIPAG, ENPAM, ecc.) e n. 103/96 (Casse Interprofessionali).

Con il DM 28.3.2020, il Ministero del Lavoro di concerto con il MEF ha previsto le disposizioni attuative relative ai lavoratori autonomi iscritti nelle Casse previdenziali private.

Il Decreto in esame specifica che i lavoratori autonomi iscritti alle Casse di previdenza private per poter beneficiare dell'indennità di € 600:

  • devono essere iscritti in via esclusiva alla Cassa (pertanto non devono conseguire anche redditi da lavoro dipendente);
  • non devono essere titolari di trattamento pensionistico.

A seguito di tale modifica, le singole Casse previdenziali hanno sospeso il pagamento dell'indennità.

Al soggetto interessato è quindi richiesto di "integrare" / rispedire una nuova dichiarazione, seguendo le specifiche istruzioni / modalità fornite dalle Casse previdenziali.

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