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ELDAT RISPONDE

LAVORATORE AUTONOMO PENSIONATO E RICHIESTA CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Un soggetto esercente un'attività di lavoro autonomo con iscrizione alla Gestione separata INPS non ha potuto beneficiare del bonus di € 600 in quanto titolare di pensione diretta.

Lo stesso ora può richiedere il contributo a fondo perduto in presenza di una riduzione del fatturato di aprile 2020 rispetto a quello di aprile 2019?

 

 

Come disposto dall'art. 25, comma 2, DL n. 34/2020, c.d. "Decreto Rilancio" il contributo a fondo perduto non spetta, in ogni caso, ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli artt. 27 e 38, DL n. 18/2020, c.d. "Decreto Cura Italia". In merito va evidenziato che:

  • l'indennità di cui al citato art. 27, secondo quanto specificato dall'INPS nel Messaggio 20.3.2020, n. 1288, spetta ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA "attiva" al 23.2.2020, iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di trattamento pensionistico diretto (quindi il soggetto in esame non ha potuto beneficiare dell'indennità di € 600);
  • l'Agenzia delle Entrate nella Circolare 13.6.2020, n. 15/E ha precisato, tra l'altro, che possono fruire del contributo a fondo perduto le persone fisiche esercenti un'attività d'impresa / lavoro autonomo che contestualmente possiedono lo status di lavoratore dipendente o di pensionato.

Tenendo presente quanto sopra esposto, nel caso di specie il lavoratore autonomo "escluso" dall'indennità erogata dall'INPS (€ 600) può richiedere il contributo a fondo perduto erogato dall'Agenzia delle Entrate (verificando il rispetto del limite dei ricavi 2019 e della riduzione del fatturato del mese di aprile 2020 rispetto a quello del mese di aprile 2019).

CONTRIBUTO FONDO PERDUTO - AGENTI DI COMMERCIO

Il rappresentante che fattura le proprie competenze con cadenza trimestrale avrà diritto al contributo a fondo perduto? Ad esempio, nell’anno 2019 è stata emessa fattura in data 30 giugno 2019 per le provvigioni maturate nei mesi di aprile, maggio e giugno. Anche per il 2020, verrà emessa fattura entro il 30 giugno per le competenze del secondo trimestre 2020. Come deve essere calcolato il requisito della diminuzione del fatturato del mese di aprile 2020 rispetto a quello del mese di aprile 2019?

 

 

Si premette che da un punto di vista soggettivo, i rappresentanti così come gli agenti iscritti alla contribuzione Enasarco rientrano tra i soggetti ammessi al beneficio del contributo a Fondo Perduto di cui all’art. 25 del Dl 19 maggio 2020, n. 34, in quanto gli stessi non sono inquadrabili nella categoria dei professionisti ma tra i soggetti esercenti attività di impresa. Al contrario, la disposizione di cui al comma 2 dell’art. 25, comma 2, è volta ad escludere i “professionisti”, sia ordinistici, sia quelli senza ordine di appartenenza e, pertanto, iscritti alla Gestione Separata INPS.

Da un punto di vista IVA, le prestazioni effettuate dai rappresentanti costituiscono prestazioni verso corrispettivo dipendenti da un contratto di agenzia nei confronti del preponente e, in quanto tali, rilevanti ai sensi dell'art. 3, co. 1, del DPR 633/72.

Pertanto, a norma del successivo art. 6, commi 3 e 4, i servizi si considerano effettuati:

  • al momento del pagamento del corrispettivo (regola generale);
  • al momento di emissione anticipata della fattura, da parte dell'agente o rappresentante;
  • al pagamento di un acconto sulle provvigioni pattuite,


a nulla rilevando il momento di “maturazione” delle provvigioni pattuite. Infatti, non bisogna confondere i principi applicabili ai fini IVA con quanto disposto ai fini della contribuzione Enasarco: in particolare, i contributi Enasarco da corrispondere trimestralmente devono essere calcolati sulle provvigioni maturate dall’agente nel predetto periodo, ancorché non pagate. Pertanto, il riferimento trimestrale va considerato per competenza (trimestre di maturazione delle provvigioni), essendo ininfluente il momento di pagamento.

Tornando al caso in esame, assumendo che non vi siano altre fatture emesse nei mesi di aprile 2020 e di aprile 2019 (secondo i criteri di inclusione ed esclusione forniti dall’Agenzia delle Entrate con Circ. 15/E/2020), considerato che dalla formulazione del quesito si può desumere che il soggetto abbia iniziato la propria attività in data antecedente all’1 gennaio 2019, il contributo al fondo perduto sarà precluso in assenza del requisito del calo del fatturato (per entrambi i mesi di raffronto, il valore sarebbe pari a zero).

SPESE SANITARIE RIMBORSATE - DETRAZIONE

Come ribadito dall'agenzia delle Entrate, con la circolare 13/E/2019, è possibile fruire del beneficio fiscale anche per le spese sanitarie rimborsate (che, quindi, si considerano rimaste a carico del contribuente) qualora i contributi e premi versati non abbiano determinato alcun beneficio fiscale in termini di detrazione d'imposta o di esclusione dal reddito.

In particolare, si considerano rimaste a carico le spese sanitarie rimborsate o direttamente sostenute da assicurazioni:

 per effetto di premi di assicurazioni sanitarie (per i quali non spetta alcun beneficio a detrazione), versati dal contribuente;
 a fronte di premi per assicurazioni sanitarie stipulate dal sostituto d'imposta o pagati dallo stesso con o senza trattenuta a carico del dipendente, (che hanno concorso alla formazione del reddito). Per ulteriori approfondimenti si rinvia alla lettura del sopra citato documento di prassi.

VERSAMENTO SALDO IVA 2019 E DIFFERIMENTO COVID 19

Si chiede se il recente c.d. "Decreto Rilancio" abbia differito anche il versamento dell'IVA annuale in scadenza il 16.3.2020 differito al 16.4.2020 da parte del c.d. "Decreto Liquidità".

 

Con riferimento ai versamenti scaduti il 16.3.2020, il Legislatore è intervenuto con le seguenti disposizioni:

  • art. 60, DL n. 18/2020 che ha disposto la "rimessione in termini" al 20.3.2020 a favore di tutti i contribuenti;
  • art. 21, DL n. 23/2020 che ha differito ulteriormente al 16.4.2020 la predetta "rimessione in termini";
  • artt. 8, DL n. 9/2020 e 61, DL n. 18/2020 che hanno previsto a favore dei soggetti esercenti specifiche attività (imprese turistico ricettive, agenzie viaggio e turismo, tour operator, impianti sportivi, palestre, attività di ristorazione, gelateria, pasticcerie, bar e pub, ecc.) la sospensione fino all'1.6.2020 (il 31.5 cade di domenica);
  • l'art. 62, comma 2, DL n. 23/2020 che ha differito all'1.6.2020 (il 31.5 cade di domenica) i versamenti, tra cui l'IVA, a favore dei soggetti (imprese / lavoratori autonomi) con ricavi / compensi 2019 fino a € 2 milioni;
  • l'art. 62, comma 3, DL n. 23/2020 che ha differito all'1.6.2020 (il 31.5 cade di domenica) i versamenti a favore delle imprese / lavoratori autonomi delle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza;
  • l'art. 62, comma 4, DL n. 23/2020 che ha differito all'1.6.2020 (il 31.5 cade di domenica) i versamenti a favore dei soggetti della c.d. "zona rossa" di prima istituzione (per la Regione Lombardia: Bertonico, Casalpusterlengo; Castelgerundo, Castiglione D'Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini e per la Regione Veneto: Vò).

Il DL n. 34/2020, c.d. "Decreto Rilancio":

  • ha differito al 16.9.2020 le predette sospensioni disposte fino all'1.6.2020;
  • non è intervenuto a prorogare ulteriomente la "rimessione in termini" prevista fino al 16.4.2020

Differimento versamento saldo IVA primo trimestre 2020

Al fine di differire al 30.6.2020 il versamento del saldo della liquidazione IVA del primo trimestre, per un contribuente trimestrale è sufficiente verificare la riduzione del fatturato del mese di aprile 2020? Oppure tale riduzione va verificata anche per il mese di marzo 2020 essendo ricompreso nel primo trimestre?

 

Nell'ambito del DL n. 23/2020, c.d. "Decreto Liquidità", è prevista la sospensione dei versamenti delle ritenute su redditi di lavoro dipendente / assimilato, dell'IVA e dei contributi previdenziali e assistenziali / premi INAIL scadenti nei mesi di aprile / maggio 2020 a favore delle imprese / lavoratori autonomi che hanno subito una riduzione di almeno il 33% (50% se i ricavi / compensi 2019 sono superiori a € 50 milioni):

  • del fatturato / corrispettivi di marzo 2020 rispetto al fatturato / corrispettivi di marzo 2019. Tale raffronto va effettuato ai fini della sospensione dei versamenti in scadenza ad aprile;
  • del fatturato / corrispettivi di aprile 2020 rispetto al fatturato / corrispettivi di aprile 2019. Tale raffronto va effettuato ai fini della sospensione dei versamenti in scadenza a maggio.

Come specificato dall'Agenzia delle Entrate nella Circolare 13.4.2020, n. 9/E, "la verifica va eseguita con riferimento a detti mesi anche da parte dei contribuenti che liquidano [l'IVA] con cadenza trimestrale".

Per tali soggetti, al fine di usufruire del differimento al 30.6.2020 per il versamento dell'IVA relativa al primo trimestre, considerato che lo stesso va effettuato nel mese di maggio (18.5, cadendo il 16.5 di sabato) va verificata la riduzione del fatturato / corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto a quelli del mese di aprile 2019.

Di fatto, non è necessario che la riduzione del fatturato / corrispettivi si sia realizzata anche nel mese di marzo 2020.

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