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FATTURA ELETTRONICA

Cos'è la fattura elettronica?

La fattura elettronica è un documento informatico, in formato strutturato, trasmesso in modalità telematica al Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate e recapitato tramite lo stesso mezzo al soggetto ricevente.

Si differenzia da una fattura cartacea, in generale, per i seguenti aspetti:

  • va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone
  • deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il Sistema di Interscambio che esegue dei controlli di validità prima di inviarla al destinatario

In caso di esito positivo dei controlli, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando, con una "ricevuta di recapito", a chi ha trasmesso la fattura la data e l'ora di consegna del documento.

 

Come si emettono le fatture nei confronti di clienti UE e fuori UE?

 

La normativa prevede l'obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

Tutti i documenti emessi verso soggetti esteri potranno continuare ad essere emessi su carta: tali documenti dovranno confluire sulla Comunicazione delle operazioni transfrontaliere (ex Comunicazione dati fatture).

Tuttavia la norma non vieta di emettere, anche per i clienti UE e Fuori UE, la fattura in formato elettronico in questo caso essa non dovrà confluire anche nella comunicazione delle operazioni transfrontaliere.

 

Chi aderisce al regime dei minimi deve emettere fattura elettronica?

No, colui che aderisce al regime dei minimi è esonerato dall'emissione delle fatture, però può ricevere fatture elettroniche per gli acquisti fatti.

In merito alle fatture elettroniche ricevute, non hanno l'obbligo di conservarle elettronicamente, a meno che non abbiano comunicato al cedente/prestatore una PEC o un codice destinatario con cui ricevere tali fatture.

Si precisa inoltre che, nel caso di superamento in corso d'anno di più del 50% del volume di euro 30.000, per tali soggetti, scatta l'obbligo di assoggettare ad IVA le operazioni anche precedentemente effettuate. Di conseguenza se, in via facoltativa, avevano emesso fattura elettronica (anziché analogica), ma non soggetta a IVA (N2), dovranno emettere una nota di variazione elettronica che riporti l'ammontare dell'IVA non addebitata nell'originaria fattura elettronica.

 

È obbligatorio avere registri sezionali per la registrazione di fatture elettroniche e analogiche?

L'Agenzia delle Entrate ha confermato che non vi è obbligo di adottare registri sezionali ai fini della registrazione e conservazione delle fatture elettroniche e analogiche, inoltre la numerazione delle fatture elettroniche e analogiche può proseguire ininterrottamente a condizione che sia garantita l'identificazione univoca della fattura, indipendentemente dal suo formato. 

Tuttavia, consigliamo, nel caso di emissione/ricezione di fatture aventi formato differente  di gestire due diversi registri IVA:

  • uno per le fatture elettroniche
  • uno per le fatture analogiche (es.: documenti cartacei/pdf)

anche al fine di garantire la coerenza con i controlli presenti nelle procedure di conservazione.

 

Come si gestiscono le fatture accompagnatorie?

Le fatture accompagnatorie devono essere emesse in formato elettronico.

Per le fatture accompagnatorie si dovrà:

  • emettere la fattura su supporto cartaceo per l'accompagnamento della merce, il documento non ha rilevanza fiscale
  • emettere la stessa fattura in formato elettronico per l'invio a SDI.

In alternativa si potrà:

  • emettere DDT di accompagnamento merce su supporto cartaceo
  • emettere la fattura in formato elettronico per l'invio a SDI.

 

Come viene considerata da SDI una fattura emessa verso una partita IVA inesistente o cessata?

Nel caso in cui la fattura elettronica riporti un numero di partita IVA ovvero un codice fiscale del cessionario/committente inesistente in Anagrafe Tributaria, SdI scarta la fattura

Nel caso in cui la fattura elettronica riporti un numero di partita IVA cessata ovvero un codice fiscale di un soggetto deceduto ma entrambi esistenti in Anagrafe Tributaria, il SdI non scarta la fattura e la stessa sarà correttamente emessa ai fini fiscali

 

È possibile emettere una fattura elettronica differita?

Si.

Secondo la norma si può emettere una fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o prestazioni di servizi.

A titolo d’esempio, per operazioni di cessione di beni effettuate il 20 gennaio 2019, l’operatore potrà emettere una fattura elettronica "differita" il 10 febbraio 2019 avendo cura di:

  • emettere al momento della cessione (20 gennaio), un DDT o altro documento che accompagni la merce
  • datare la fattura elettronica con la data del 10 febbraio 2019, indicandovi i riferimenti del documento o dei documenti di trasporto (numero e data); 
  • far concorrere l’IVA alla liquidazione del mese di gennaio. 

Nel caso di prestazioni di servizi, il documento idoneo a supportare il differimento dell’emissione della fattura elettronica è solitamente un documento come la c.d. “fattura proforma”, contenente la descrizione dell’operazione, la data di effettuazione e gli identificativi delle parti contraenti,

 

Fattura di acquisto di gennaio pervenuta a febbraio posso inserirla nella liquidazione di gennaio?

L’articolo 14 del decreto legge n. 119 del 23 ottobre 2018 ha introdotto una modifica all’articolo 1, comma 1, del d.P.R. n. 100 del 1998.

Una fattura elettronica di acquisto che riporta la data del 30 gennaio 2019 ed è ricevuta attraverso il SdI il giorno 1 febbraio 2019, potrà essere esercitato il diritto alla detrazione dell'imposta con riferimento al mese di gennaio 2019

 

Commercianti al dettaglio

L’attività degli esercenti commercio al dettaglio è disciplinata dall’art. 22, DPR n. 633/72 ai sensi del quale “l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione”.
In assenza di fattura, i corrispettivi devono essere certificati “mediante il rilascio della ricevuta fiscale di cui all'articolo 8 della legge 10 maggio 1976, n. 249, ovvero dello scontrino fiscale di cui alla legge 26 gennaio 1983, n. 18, con l'osservanza delle relative discipline” (come stabilito dalla Legge n. 413/91). Tanto premesso, qualora il cliente, al momento dell’effettuazione dell’operazione, chieda l’emissione della fattura, l’esercente potrà alternativamente:
a) in caso di fattura differita, emettere una ricevuta fiscale / scontrino fiscale – ex art. 3, comma 3, DPR n. 696/96 – da utilizzare come documenti idonei (documento equipollente al DDT) per l’emissione di una “fattura differita” ex art. 21, comma 4, lett. a), DPR n. 633/72. In tal caso, come previsto nella Circolare 11.10.96, n. 249/E, l’ammontare dei corrispettivi certificati da ricevuta / scontrino fiscale e oggetto di fatturazione differita va scorporato dal
totale giornaliero dei corrispettivi;
b) in caso di fattura immediata, trasmettere al SdI entro i termini della liquidazione periodica, la fattura con l’indicazione della data di effettuazione dell’operazione e rilasciare al cliente, al momento di effettuazione dell’operazione, apposita quietanza (ex art. 1199, C.c.) che assume rilevanza solo commerciale e non fiscale. In luogo della quietanza può essere rilasciata alla parte una stampa della fattura o della ricevuta del POS, in caso di pagamento elettronico.

Resta ferma la possibilità di rilascio dello scontrino / ricevuta fiscale (ovvero del c.d. “documento commerciale” nel caso l’esercente effettui la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi mediante registratore telematico ex art. 2, D.Lgs. n. 127/15). In tale ultimo caso, come già detto, l’ammontare dei corrispettivi oggetto di fatturazione andrà scorporato dal totale dei corrispettivi giornalieri.
L’emissione di una quietanza è valida anche nelle operazioni tra un fornitore che, non effettuando operazioni rientranti tra quelle dell’art. 22, DPR n. 633/72, è obbligato ad emettere solo fatture ad un altro operatore IVA.


Si ricorda che, qualora il cliente sia un consumatore finale (operazione B2C), l’esercente dovrà comunque mettere a disposizione della controparte, al momento dell’emissione della fattura elettronica, una copia analogica o elettronica della fattura, salvo che il cliente non vi rinunci.
Si precisa che ai fini del controllo documentale di cui all’art. 36-ter, DPR n. 600/73 andrà fattoriferimento ai contenuti della copia analogica della fattura elettronica rilasciata al consumatore finale. In caso di discordanza nei contenuti fra fattura elettronica e copia cartacea della stessa, salvo prova contraria, sono validi quelli della fattura digitale.
Quando le fatture elettroniche sono precedute dall’emissione di scontrino o ricevuta fiscale (o, nel caso di trasmissione telematica dei corrispettivi, da un “documento commerciale”), nella fattura vanno riportati gli estremi identificativi dello scontrino / ricevuta. 

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