Home » Speciali ELDAT » IMU: coniugi con due residenze diverse

IMU: coniugi con due residenze diverse

IMU: coniugi con due residenze diverse - Servizi amministrativi e fiscali

26 gennaio 2022.

 

Dopo le modifiche in materia di IMU, apportate dal decreto “Fisco – Lavoro" (D.L. n. 146/2021) e riguardanti l'esenzione dall'imposta dell'immobile destinato ad abitazione principale dei coniugi, la Corte di Cassazione ha adottato una "linea dura" (per il passato). 

Il tema, da sempre fonte di contenzioso, è stato esaminato dalla Suprema Corte con l'ordinanza n. 1199 depositata il 17 gennaio scorso. La pronuncia afferma che non spetta l'esenzione dall'IMU per i coniugi non legalmente separati, che abbiano la residenza in due Comuni diversi

Nel caso in esame, due coniugi non legalmente separati avevano stabilito la residenza in due Comuni diversi avendo tra l'altro dimora diversa (rispettivamente in ciascuno dei due Comuni). Uno degli enti locali notificava ad uno dei contribuenti un avviso di accertamento disconoscendo l'esenzione per l'abitazione principale.

I primi due gradi di giudizio si risolvevano in favore del contribuente, ma non l'ultimo davanti alla Corte di Cassazione a seguito dell'impugnativa del Comune. Nello specifico l'ente locale disconosceva la spettanza dell'agevolazione rilevando e dimostrando, tra l'altro, i consumi ridotti relativi alle utenze del gas e dell'energia elettrica.

La Corte di Cassazione ha rilevato preliminarmente che il nucleo familiare è unico autonomo. Pertanto, in mancanza di separazione legale dei due coniugi non può essere frazionato. Conseguentemente, il contribuente non ha diritto all'esenzione dall'IMU per l'immobile di cui sia proprietario, ovvero titolare di altro diritto reale, che non costituisca anche dimora abituale dei propri familiari. Infatti, se in quell'immobile non dimorano (e non risiedono) anche i suoi familiari, lo stesso non può essere considerato quale abitazione principale.

Tale circostanza induce quindi a ritenere che non può essere considerato adibito ad abitazione principale nessuno dei due immobili ubicati in Comuni diversi.

attenzione

L'ordinanza della Corte di Cassazione in esame si è quindi uniformata alla sentenza n. 17408/2021 (e alla precedente n. 4166/2020) secondo cui la nozione di abitazione principale presuppone l'unicità dell'immobile e richiede la stabile dimora non solo del possessore, ma anche dei suoi familiari.

Secondo tale orientamento restrittivo, l'abitazione principale dei coniugi non legalmente separati richiede la coesistenza di due condizioni che debbono risultare entrambe verificate. In primis, presso l'immobile (considerato abitazione principale), il proprietario e i suoi familiari devono aver stabilito la residenza riscontrabile in base alle risultanze dei registri dell'anagrafe. In secondo luogo, il proprietario e i suoi familiari devono abitare nello stesso immobile per la maggior parte dell'anno.

La sentenza ha poi contestato la correttezza delle indicazioni contenute nella Circolare n. 3 del 2012 del MEF.
Il documento di prassi ammette la possibilità di riconoscere l'esenzione dall'IMU anche per gli immobili destinati ad abitazione principale in due Comuni diversi dei coniugi non legalmente separati. Ciò allorquando la “separazione” (la diversa abitazione) sia ad esempio dovuta ad esigenze lavorative. Tuttavia, la Suprema Corte ha precisato come le indicazioni della circolare non siano vincolanti per il giudice. L'affermazione è sicuramente corretta, ma la precisazione contenuta nel documento di prassi avrebbe potuto indurre il contribuente in errore. A tal proposito deve ragionevolmente ritenersi come sussistano perlomeno le condizioni per invocare le obiettive condizioni di incertezza e quindi chiedere ed ottenere la disapplicazione delle sanzioni.

Tuttavia, con riferimento al caso in esame, il contribuente non ha dimostrato le esigenze lavorative che avrebbero potuto “giustificare” la dimora di uno dei due coniugi presso un immobile ubicato in un Comune diverso.

Il caso in esame può essere “letto” anche alla luce delle modifiche normative intervenute in sede di conversione in legge del D.L. n. 146/2021. Il predetto decreto dispone che, anche nell'ipotesi di residenze disgiunte in Comuni diversiuna delle due abitazionia scelta del contribuenteè esente da IMU.

attenzione

La previsione, però, è applicabile dal 1° gennaio 2022 e non ha valore retroattivo.

Per il passato, quindi fino al periodo d'imposta 2021, sarà necessario attendere il “verdetto finale” della Corte Costituzionale.

FATTURA ELETTRONICA / SERVIZI CLOUD

FATTURA ELETTRONICA / SERVIZI CLOUD - Servizi amministrativi e fiscali

PARTNERSHIP - Consulenza fiscale

PARTNERSHIP - Consulenza fiscale - Servizi amministrativi e fiscali

FISCALL

FISCALL - Servizi amministrativi e fiscali

News, quesiti, scadenzario