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Pratiche inizio attività

 - Servizi amministrativi e fiscali

Per poter efficacemente realizzare la propria attività, lavoratori autonomi ed imprenditori hanno la necessità di aprire partita Iva e regolarizzare la propria posizione nei confronti del fisco e degli enti previdenziali ed eventualmente, in caso di attività di commercio al dettaglio, informare anche il Comune dove ha sede l'attività tramite la SCIA.

Il primo elemento da affrontare quando si sta per aprire una partita IVA consiste nell’individuazione della macro categoria di appartenenza. In altri termini, dovremo domandarci se apparteniamo al “mondo” dei lavoratori autonomi o a quello degli imprenditori individuali: una divergenza che non è solamente concettuale, ma ha altresì alcuni risvolti sostanziali (ad esempio, solamente l’imprenditore avrà l’obbligo di iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio)

L’imprenditore individuale è colui che appartiene alla sfera degli artigiani o dei commercianti, che rappresentano le due categorie di partite Iva individuali obbligate a iscriversi nel Registro delle Imprese. In particolare 

  • Gli artigiani sono coloro che svolgono un’attività manuale o professionale in modo artigianale, come ad esempio i muratori, gli elettricisti, i parrucchieri, i panettieri, ecc.
  • I commercianti sono invece coloro che svolgono – appunto – un’attività commerciale, ovvero di acquisto e rivendita di beni, all’ingrosso o al dettaglio, direttamente in un negozio o indirettamente mediante distributori automatici, ecc. 

Diverso il discorso per i lavoratori autonomi, che invece sono quei professionisti (iscritti o meno ad un ordine professionale) che non necessitano di iscrizione alla Camera di commercio. Sono lavoratori autonomi, a titolo di esempio, i giornalisti, i consulenti del lavoro, i commercianti, gli avvocati, i medici, i notai, o ancora gli informatici, gli psicologi, i consulenti marketing e così via.

 

  • L’imprenditore individuale deve iscriversi all’INPS nell’apposita gestione dedicata agli artigiani o ai commercianti, mentre generalmente i professionisti sono obbligati ad iscriversi alla cassa previdenziale di riferimento del proprio Ordine. I professionisti che non appartengono ad alcun ordine devono invece versare i contributi alla gestione separata INPS

 

Partita Iva lavoratori autonomi 

Partiamo dall’ultima ipotesi sopra esplicitata. Sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate è disponibile un’intera sezione informativa dedicata all’apertura della Partita Iva per persone fisiche.Cerchiamo di riepilogare rapidamente quelli che possono essere evidenziati come dettagli fondamentali. 

Anzitutto, Il modelloAA9/11 – necessario per aprire partita IVA, deve essere presentato entro e non oltre il 30 giorni dalla data di inizio della propria attività, e può essere indirizzato in due differenti modalità  alternative:

  

  • In un unico esemplare inviato con raccomandata, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante, inviato a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate (la dichiarazione si considererà presentata nel giorno in cui vengono spedite)
  • In via telematica dal contribuente o tramite soggetti incaricati della trasmissione telematica (le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate).

 

Regolarizzare la posizione previdenziale per poter aprire partita iva 

Una volta che si è proceduto con l’apertura della partita IVA, l’iter utile per poter esercitare regolarmente la propria attività non è ancora terminato. È infatti necessario – tra i principali adempimenti – procedere con la regolarizzazione della propria posizione nei confronti dell’ente previdenziale, la cui individuazione dipenderà principalmente dalla categoria professionale di appartenenza. 

In particolare,  se il lavoratore autonomo è un professionista che non ha una cassa di riferimento, l’iscrizione dovrà essere eseguita presso l’Inps, nella gestione separata. Se invece il lavoratore autonomo è un professionista con un apposito Albo (ad esempio, l’Enpacl per i consulenti del lavoro, l’Inpgi per i giornalisti, e così via), l’istanza di iscrizione dovrà essere trasmessa alla Cassa previdenziale dell’Ordine.  

 

Partita iva imprenditori individuali

 La procedura è purtroppo un po’ più complessa, poiché l’istanza dovrà passare mediante la c.d. “Comunicazione Unica”: dal 2010, in altri termini, le singole richieste alla Camera di Commercio, all’Agenzia delle Entrate e agli enti previdenziali sono state accorpate in un’unica comunicazione telematica. Una semplificazione rispetto al precedente regime, ma una lieve complicazione rispetto alle ipotesi di apertura della partita Iva da parte del lavoratore autonomo.

In altre parole, mentre prima l’imprenditore individuale doveva utilizzare diverse procedure e diversi supporti per colloquiare con enti previdenziali, Camere di Commercio e altro, oggi la Comunicazione Unica viene incontro sintetizzando e semplificando la relazione che sussiste tra l’imprenditore (nuovo o già esistente) e la pubblica amministrazione. In particolare, la Comunicazione Unica può essere utilizzata per:

 

  • Richiedere il codice fiscale e la partita IVA della propria impresa
  • Aprire la posizione assicurativa presso l’INAIL
  • Chiedere l’iscrizione all’INPS dei dipendenti o dei lavoratori autonomi
  • Chiedere l’iscrizione al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio
  • Presentaziona al SUAP della SCIA inizio attività per imprese di commercio al dettaglio

 

 

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