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REVERSE CHARGE

L'espressione si colloca nella terminologia Iva e indica il meccanismo dell'inversione contabile (dall'inglese reverse charge) che praticamente elimina la detrazione dell'Iva sugli acquisti. Se infatti il cliente si è (auto)qualificato, di fronte ai propri fornitori, come imprenditore o professionista, l'Iva non viene applicata, e quindi mancano i presupposti per la detrazione. Se invece il cliente si è qualificato come consumatore finale, subendo l'addebito dell'Iva, proprio per questo la detrazione è parimenti esclusa. Lo scopo della diffusione di questo sistema è di evitare, nei rapporti intracomunitari, la detrazione di Iva applicata da fornitori esteri e incassata, quindi, da Stati esteri: in questo caso, infatti, la gestione delle detrazioni Iva transnazionali richiederebbe una stanza di compensazione comunitaria, che non è stata mai realizzata. Negli ultimi anni questo meccanismo è stato utilizzato anche per contrastare le cosiddette "frodi carosello", dove il fornitore si sottraeva al versamento dell'Iva, senza che ciò potesse essere un motivo per negare la detrazione al cliente, salvo dimostrarne la malafede o la connivenza col fornitore. Su determinati settori (subappalti, materiale informatico, eccetera) si è quindi imposto il criterio in esame, alternativo a quello basato sull'applicazione e la detrazione dell'Iva.   L'unico rischio della generalizzazione del reverse charge è che gli acquirenti si qualifichino come imprenditori o professionisti al fine di evitare l'addebito del tributo, per destinare il bene così acquistato a uso personale, senza aver scontato l'Iva. Il fornitore non è infatti assolutamente in grado di verificare né l'effettivo destinatario della prestazione né a maggior ragione l'attività da questo esercitata. Il termine inversione contabile si riferisce proprio alla diversa modalità di annotazione contabile, dove il compratore soggetto Iva dovrà dichiarare l'acquisto del bene o servizio attraverso un'autofatturazione, ossia attraverso un documento contabile non emesso dal cedente, ma redatto direttamente dall'acquirente.

 
Dopo l'approvazione della legge di Stabilità 2015, e la modifica dell'art. 17, i casi a cui si applica il Reverse Charge o inversione contabile sono i seguenti:
 
il quinto  comma dell'articolo 17 in commento, prevede che in deroga a quanto previsto dal primo comma, debitore di imposta è il cessionario se soggetto passivo di imposta per le seguenti cessioni di beni o prestazioni di servizi:
 
- le  cessioni  imponibili  di  oro  da  investimento di cui all'articolo  10,  numero  11),  nonche'  per  lecessioni di materiale d'oro e per quelle di prodotti semilavorati   di purezza pari o superiore a 325 millesimi
 
e il sesto comma estende la medesima disposizione:
 
a) alle prestazioni di servizi (diversi da quelli  di  cui  alla  lettera a-ter), compresa la prestazione  di  manodopera,  rese  nel
settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle   imprese che  svolgono  l'attivita'  di  costruzione  o  ristrutturazione    di
immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore  principale  o  di   un altro subappaltatore. La disposizione non si applica alle prestazioni  di servizi rese nei confronti di un contraente generale a  cui  venga  affidata dal committente la totalita' dei lavori;
 
a-bis) alle cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato di  cui ai numeri 8-bis) e 8-ter) del primo comma dell'articolo 10 per le quali nel relativo atto il cedente  abbia  espressamente  manifestato l'opzione per l'imposizione;
 
(a-ter) alle prestazioni di servizi di pulizia, di  demolizione,  di  installazione  di  impianti  e  di  completamento   relative   ad   edifici;
 
b) alle cessioni di apparecchiature  terminali  per  il  servizio  pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette  alla  tassasulle concessioni governative di cui all'articolo  21  della   tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26  ottobre   1972, n. 641, come sostituita, da ultimo, dal decreto  del  Ministro   delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.   303 del 30 dicembre 1995, nonche' dei loro 'componenti ed accessori;
 
c) alle cessioni di personal computer e dei  loro  componenti  ed accessori;
 
d) alle cessioni di materiali e  prodotti  lapidei,  direttamente provenienti da cave e miniere;
 
d-bis) ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a  effetto  serra  definite  all'articolo  3  della  direttiva   2003/87/CE   del  Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, e successive  modificazioni, trasferibili ai sensi dell'articolo 12 della  medesima  direttiva 2003/87/CE, e successive modificazioni; 
 
d-ter) ai trasferimenti di  altre  unita'  che  possono  essere  utilizzate  dai  gestori  per  conformarsi  alla   citata   direttiva  2003/87/CE  e  di  certificati  relativi   al   gas   e   all'energia  elettrica;
 
d-quater) alle cessioni di gas e  di  energia  elettrica  a  un  soggetto passivo-rivenditore ai sensi dell'articolo 7-bis,  comma  3,
lettera a)
 
d-quinquies) alle cessioni di  beni  effettuate  nei  confronti  degli ipermercati (codice attivita'  47.11.1),  supermercati  (codice
attivita'  47.11.2)   e   discount   alimentari   (codice   attivita' 47.11.3).

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